VI PREGO RIPRENDETE I NOSTRI FIGLI! / PLEASE KEEP OUR CHILDREN BACK!

Aggiornamento: 9 mar 2021


Gli effetti devastanti di questa pandemia si stanno ripercuotendo non solo in ambito lavorativo ma, come abbiamo e stiamo leggendo, anche in ambito familiare.


Oltre ad un aumento significativo delle separazioni (rif. il mio precedente articolo), un altro effetto dirompente è il burnout genitoriale che sta cogliendo i genitori forzati in casa con i figli.


Si parla di uno stato di intensa stanchezza ed esaurimento, dati dalle costrizioni in casa per smart-working, perdita di lavoro o i ormai ben conosciuti effetti della pandemia, che portano i genitori a sentirsi emotivamente distaccati e a dubitare delle proprie capacità genitoriali (Roskam, Raes e Mikolajczak, 2017) limitandoli agli aspetti funzionali dell’accudimento (nutrirli, lavarli ecc).


Il forte senso di stanchezza diventa quindi distacco emotivo oltre a sintomi molto comuni con il burnout lavorativo: sintomi depressivi, lamentele somatiche, disturbi del sonno, dipendenza da sostanze senza contare ideazioni di fuga o suicidarie, fantasie di abbandono fino ad arrivare a comportamenti violenti o negligenti nei confronti dei figli indipendentemente dallo status socio-economico della famiglia.


Inoltre, molti genitori, a causa di questa sindrome, riportano forti sentimenti di colpa e di vergogna per aver sgridato i bambini più del dovuto, per non sentirsi adeguati al ruolo ricoperto o per il desiderio di scappare lasciandosi la famiglia alle spalle (Hubert e Aujoulat, 2018).


Questo stato colpisce di più le donne che sono la categoria più a rischio di “sovraccarico”.


Quindi cosa fare?

Prima di tutto cercare di riorganizzare la vita in famiglia per potersi prendere dei piccoli momenti da soli e “ritrovarsi”, alternandosi nella gestione dei figli. Per i genitori singoli questo è certamente più difficile ed è per questo che risulta importante cercare e trovare un appoggio, anche per un’ora al giorno, per poter staccare dagli impegni quotidiani.

Coinvolgere i bambini in altre attività che aiutino i genitori nella gestione della casa, del tempo libero ed in generale nell’organizzazione quotidiana.


Accettare i pensieri negativi senza eccessivi sensi di colpa. La situazione che stiamo vivendo è talmente estranea alla nostra quotidianità che è normale avere comportamenti o pensieri non troppo “consoni”. Cercate quindi quelle azioni che vi aiutano a distendervi o a darvi sicurezza: volete fare una non-stop di serie televisive? Fatelo. Volete lavarvi le mani una volta di più del normale? Fatelo. Anziché tenere i bimbi davanti ad uno schermo solo mezz’ora al giorno come avete sempre fatto volete lasciarli un’ora per avere un po’ più di respiro per voi? Fatelo, senza sensi di colpa.


Adesso che arriva la bella stagione, ricominciate ad uscire e a fare attività fisica, basta anche una passeggiata. Oltre a portarvi ad un atteggiamento mentale migliore e a dare un po’ di sfogo sia a voi sia ai figli, il movimento fisico è risaputo essere un toccasana per i problemi del sonno.


Come ultimo, se capite che fate veramente fatica, non vergognatevi a chiedere aiuto. Anche un’ora di semplice chiacchierata con un professionista potrebbe essere interpretato come un’ora per solo per voi e, per i genitori single, magari parlare con qualcuno che non parli solo di bambole o trenini!


The devastating effects of this pandemic are reverberating not only in the work environment but, as we have and are reading, also in the family environment.


In addition to a significant increase in separations (ref. my previous article), another disruptive effect is the parental burnout that is catching parents forced into the home with their children.


We speak of a state of intense fatigue and exhaustion, given by the constraints at home due to smart-working, job loss or the now well-known effects of the pandemic, which lead parents to feel emotionally detached and doubt their parenting skills (Roskam, Raes and Mikolajczak, 2017) limiting them to the functional aspects of caregiving (feeding them, washing them, etc.).


The strong sense of fatigue then becomes emotional detachment in addition to symptoms very common with occupational burnout: depressive symptoms, somatic complaints, sleep disorders, substance dependence not to mention ideations of escape or suicide, fantasies of abandonment up to violent or negligent behavior towards children regardless of the socio-economic status of the family.


In addition, many parents, due to this syndrome, report strong feelings of guilt and shame for scolding their children more than they should, for not feeling adequate to their role or for the desire to escape by leaving the family behind (Hubert and Aujoulat, 2018).


This state affects women most, who are the category most at risk for "overload."


So what to do?

First of all, try to reorganize family life to be able to take small moments alone and "find each other", alternating in the management of the children. For single parents, this is certainly more difficult and that is why it is important to seek and find support, even for an hour a day, to be able to disconnect from daily commitments.

Involve children in other activities that help parents manage the home, free time and, in general, daily organization.


Accept negative thoughts without excessive guilt. The situation we are experiencing is so foreign to our daily lives that it is normal to have behaviors or thoughts that are not too "appropriate". So look for those actions that help you to relax or give you confidence: do you want to make a non-stop of television series? Do it. Do you want to wash your hands one more time than normal? Do it. Instead of keeping your kids in front of a screen for only half an hour a day like you've always done, do you want to leave them an hour to have a little more breathing space for you? Do it, guilt-free.


Now that the summer season is here, start going out and doing physical activity again, even a walk is enough. In addition to leading you to a better mental attitude and giving both you and your children a bit of an outlet, physical movement is known to be a panacea for sleep problems.


As a final note, if you realize you are really struggling, don't be ashamed to ask for help. Even an hour of just talking to a professional could be interpreted as an hour for just you and, for single parents, maybe talking to someone who doesn't just talk about dolls or trains!



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